San Pietro Avellana

Con i suoi quasi 45 chilometri quadrati di superficie, San Pietro Avellana è il secondo comune per estensione (dopo Vastogirardi) della Riserva.

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In territorio montano, ha quote che vanno da un minimo di 740 m sul livello del mare (lungo il Fiume Sangro) a un massimo di 1730 m (in prossimità di Monte Capraro).

In area della Riserva confina con Vastogirardi (a Sud-est); al di fuori con i comuni molisani di Capracotta (a Est) e Castel del Giudice (a Nord) e con quelli abruzzesi di Ateleta (a Nord-ovest) e Castel di Sangro (a Ovest).

I suoi abitanti, che si definiscono sanpietresi, festeggiano i Santi Patroni (San Pietro e San Paolo) il 29 giugno.

A San Pietro Avellana passa il tratturo Celano-Foggia (parallelamente al confine sudoccidentale con Ateleta e Castel di Sangro).

http://www.comune.sanpietroavellana.is.it

 

Valenze storiche e culturali

(per la cartografia si veda la sottosezione "Il paesaggio culturale" nella sezione "La Riserva")

Per poter meglio inquadrare tali aspetti nell'arco temporale della presenza umana nel territorio dei diversi comuni, abbiamo pensato di suddividerli in tre macroepoche: "Preistoria", "Età sannitica" e "Dal medioevo al presente".

Nell'ambito delle attività connesse al progetto di ampliamento sono state, inoltre, ricreate alcune schede descrittive delle valenze archeologiche, storico-artistiche, demoetnoantropologiche e architettoniche presenti nel territorio dei diversi comuni, sulla base di quelle presenti negli archivi della Soprintendenza peri Beni Archeologici del Molise, realizzate per l'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD). A tali schede si farà riferimento nel testo inserendo tra parentesi il numero corrispondente. La codifica che individua le schede realizzate per il comune di San Pietro Avellana è la lettera F seguita dalla numerazione progressiva.

Età sannitica

Presso il comune di San Pietro Avellana, in località San Benedetto, si localizza un'area archeologica circa 200 metri a nord-est dal "Poggio del Diavolo", lungo il percorso della Strada Comunale San Benedetto. L'area archeologica si trova ai margini di un vasto pianoro che degrada dolcemente verso il Poggio del Diavolo, zona isolata e impervia che si giustifica con il fatto di trovarsi lungo un importante tratturello che collegava l'area montana di Capracotta con la valle del Sangro e il Tratturo Celano-Foggia. In passato, uno scavo archeologico non autorizzato ha riportato alla luce i resti di un muro, con orientamento est-ovest, per una lunghezza di circa 4 metri e un'altezza di circa 40 centimetri, e di una base di colonna in calcare. Si tratta quasi certamente dei resti delle strutture di fondazione di un tempio italico. Nel terreno sono parzialmente visibili diversi blocchi lavorati di grandi dimensioni e si rinvengono numerosi frammenti di laterizi, frammenti di ceramica comune e alcuni frammenti di piombo, utilizzati nella realizzazione delle strutture. A circa 70 metri a sud-est dalla suddetta area archeologica, uno scavo clandestino effettuato in passato ha riportato in luce le strutture di una piccola chiesa medievale o altomedievale, a un'unica navata con abside. Per la realizzazione della chiesa furono utilizzati blocchi lavorati e modanati, rocchi di colonne appartenuti in origine al vicino tempio italico.

 

Nell’area sono state realizzate, dall’Università degli Studi del Molise, anche delle prospezioni geofisiche.

Queste indagini sono state effettuate tramite 20 profili paralleli all’interno di un grigliato di misura regolare a maglia rettangolare di 1x1 m di lato e alla profondità di 1 m e hanno riguardato un’area complessiva di 20x19 metri circa. Prima di effettuare le prospezioni grazie all’interessamento dell’Amministrazione Comunale tutta la zona è stata ripulita dalla fitta vegetazione che la ricopriva. I risultati delle indagini non sono pienamente soddisfacenti: le misure della resistività (ovvero l'attitudine di un materiale ad opporre resistenza al passaggio delle cariche elettriche) evidenziano una serie di anomalie alto-resistive riferibili solo in parte a strutture antropiche. Alcune tracce sembrano avere una certa regolarità, tuttavia è impossibile riuscire a delineare con precisione contorni di strutture. Il sopraccitato muro, posto a una quota inferiore rispetto alla base di colonna e probabilmente a essa collegato, potrebbe appartenere alle sostruzioni (elementi che costituiscono le basi di appoggio) del tempio e le anomalie potrebbero quindi riferirsi alle sue fondamenta. Questa ipotesi è supportata dal fatto che gran parte dei blocchi, delle modanature e delle colonne dell’edificio sono state riutilizzate per la realizzazione della vicina chiesa di San Benedetto i cui resti sono localizzabili, come già accennato, a circa 70 metri a nord dall’area del santuario. Le evidenze archeologiche e i dati delle prospezioni inducono pertanto a ritenere che la colonna e i blocchi in calcare rappresentino solamente gli ultimi resti del podio e dell’alzato del tempio mentre le anomalie alto resistive rilevate nel sottosuolo appartengono a strutture e opere edilizie connesse con le fondazioni dell’edificio.

 

Una fortificazione sannitica è presente su Monte Miglio, con la parte più elevata in quota caratterizzata da una recinzione autonoma.

Una necropoli databile all’VIII-VI secolo a.C. è stata scoperta in località Piana di Sangro. Sono presenti 25 tra tombe “a fossa” (solo raramente ricoperte con pietre) e “tumuli”. Armi accompagnano le sepolture che possono riferirsi a individui maschi, mentre in quelle delle donne si ritrovano più frequentemente gioielli e utensili per la tessitura.

Nella Carta dei beni culturali realizzata dal Dipartimento Interateneo di Pianificazione Territoriale e Urbanistica della "Sapienza" Università di Roma per la Regione Molise nel 2009, alla voce “beni archeologici” si riporta tra i “beni di interesse storico-archeologico” la località Poggio del Diavolo (il riferimento è al Piano Paesistico adottato dalla Giunta Regionale del Molise con deliberazione n. 1934 del 18 marzo 1991).

Dal Medioevo al presenteSan Pietro Avellana 08-09-10

Attualmente restano esigue tracce del centro medievale (databile all'XI secolo) che doveva inglobare un monastero (San Pietri de Obellani) interamente distrutto nel 1943. Nel borgo moderno, sul lato meridionale della porta, è possibile riconoscere l’impianto della torre Sabella che vi era posta a guardia.

San Pietro Avellana 07La chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo conserva una pergamena (scheda F001) del 1548, con raffigurazioni di S. Benedetto e S. Amico, una croce processionale (scheda F002) del 1749, la testa lignea di Sant’Amico o Sant’Antonio (scheda F003) databile al XVIII secolo, un calice (scheda F005) databile al XVIII secolo, la statua lignea della MadoSan Pietro Avellana 01nna del rosario (scheda F006) databile al XIX secolo. 

San Pietro Avellana 04 1Nella cripta dedicata a Sant’Amico è presente un altare in marmo, legno e bronzo del 1623 (scheda F007)San Pietro Avellana 02 che contiene la statua (scheda F008) del Santo vissuto per molto tempo in eremitaggio e, sul finire della vita, nel monastero benedettino di San Pietro Avellana, del quale restano solo alcuni elementi architettonici (scheda F009).

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La cripta conserva anche la testa-reliquiario antropomorfo di Sant’Amico (scheda F004) del 1350, di bottega sulmonese.

La Chiesa rurale di San Giovanni Battista sembra essere presente nell’elenco dei beni immobili sottoposti a vincolo con atto di tutela della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico del Molise (con l’identificazione Cappella San Giovanni; Atto di tutela del 05/01/1996).

L’Eremo di Sant’Amico è immerso nel bosco omonimo sui rilievi a nord-est del paese.

Per quanto riguarda le strutture esterne agli abitati veri e propri, il termine masseria, dal latino arcaico “massa”, era solito contraddistinguere la struttura organizzativa dei fondi rustici intesi come estensioni più o meno vaste di terreno impiegato per il pascolo degli armenti, come terre seminative, oliveti, vigneti, e munite solitamente di ricoveri in muratura. Il significato utilizzato nella nostra cartografia, e impiegato anche dall’Istituto Geografico Militare (IGM) sulle Tavolette 1:25.000, è, invece, l’accezione più moderna: un edificio rustico a servizio delle attività agricole, all’allevamento del bestiame, al deposito di attrezzi e spesso adibito anche ad abitazione. In seguito ai cambiamenti culturali della prima metà del 1900, in particolare la meccanizzazione delle attività agricole, molte masserie “storiche” si trovano oggi in uno stato di quasi totale abbandono (se non come veri e propri ruderi) e quelle ancora utilizzate sopravvivono soltanto laddove sono presenti forme di allevamento tradizionali o gli edifici stessi sono stati oggetto di interventi di riqualificazione.

Ulteriore testimonianza di quanto l’area della Riserva fosse legata alla vita pastorale sono i Tholoi (al singolare tholos): strutture in pietra utilizzate come ricovero per gli animali, e per l’uomo, in caso di avversità. Si presentano con una configurazione per lo più circolare nell’area della Riserva e realizzati in pietra con la tecnica a secco. La struttura è realizzata disponendo concentricamente le pietre e costruendo circonferenze sempre più ridotte, in modo tale da chiudere infine la struttura del tholos con lastre di pietra lisce e sottili.

Come trovarne uno: a circa 350 metri (in direzione sud) dall'Osservatorio Astronomico sulla Strada Provinciale per Capracotta. L’Osservatorio, inaugurato nel 2006, è intitolato all’astronomo molisano Leopoldo del Re (Cantalupo nel Sannio, 29/07/1804 - Napoli, 3/12/1872).

 

Per approfondire:
AA. VV., 2011 - Molise in viaggio. Le guide di Altri itinerari. Volturnia Edizioni, Cerro al Volturno (IS).
Bloch H., 1986 - Montecassino in the Middle Ages. Edizioni di storia e letteratura, Roma.
Carnevale S., 2005 - L'architettura della transumanza. Indagini, tecniche costruttive, restauro. Palladino Editore, Campobasso.
Coarelli F., La Regina A., 1984 - Abruzzo e Molise. Guide archeologiche. Laterza, Bari.
Coletta M., 1990 - Alto Molise. Territorio e risorse insediative. Edizioni CEP, Monteroduni (IS).
Di Ianni I., 2003 - Lo storico e la chiesetta di San Giovanni. In: Altri Itinerari, 1. Volturnia Edizioni, Cerro al Volturno (IS).
Di Rocco G., 2009 - Castelli e borghi murati della contea di Molise (secoli X-XIV). Quaderni di Archeologia medievale, 10. Edizioni All'insegna del Giglio sas, Firenze.
Di Rocco G., 2009 – Insediamenti fortificati del Molise occidentale tra alto e basso Medioevo. In: Archeomolise, 2. Grafica Isernina, Isernia.
Fonzo V., 1927 - Molise e molisani: bellezze, monografie, biografie, medaglioni. Roma.
Galanti G.M., 1781 - Descrizione del Contado di Molise. Ristampa anastatica, Forni Editore, 2008.
Giustiniani L., 1797-1805 - Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli. Riproduzione facsimile, Forni Editore, 1985.
Gramegna M., 1964 - La Regione Molise. Campobasso.
Ivone D., 1988 - Attività economica, vita civile e riti religiosi sui percorsi di tranzumanza in età moderna. Torino 1988.
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Marino L., Carnevale S., Pesino C., 2003 - Guida ai castelli del Molise. CARSA Edizioni, Pescara.
Masciotta G., 1914-1952 - Il Molise dalle origini ai nostri giorni. Ristampa dell'edizione del 1952, Editrice Lampo, Campobasso.
Moli.g.a.l., 2001 - Censimento di manufatti e siti rurali: aree interne della provincia di Isernia e del Matese. Campobasso.
Nuvoli P., 2002 - Ad Aquiloniam e Cominum. Quadro geostorico della battaglia nel Sannio dei Pentri. Edizioni Vitmar, Venafro (IS).
Pagano M., Raddi M., 2006 - Atlante delle cinte murarie sannitiche. Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Molise, Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise.
Paone N., 2006 - Tratturi, Canadas, drailles, drumurile oierilos, Molise in Europa. Cosmo Iannone, Isernia.
Perrella Cavaliere O., Di Rocco G., Greco G., Valente F. (a cura di), 2011 - Atlante Castellano del Molise. Castelli, torri, borghi fortificati e palazzi ducali. Palladino Editore, Campobasso.
Settefrati P., 2000 - Volana - oggi S. Pietro Avellana -dalle origini ai nostri giorni. Edigrafital, Teramo.
Soprintendenza per i beni Archeologici del Molise, 2011 - Il Molise tra memoria del passato e innovazione. Nuove scoperte archeologiche lungo i metanodotti. Archeores s.r.l.
Valente F., 2003 - Luoghi antichi della provincia di Isernia. Edizioni Enne, Campobasso. 

Consorzio AssoMaB Alto Molise Ufficio territoriale per la biodiversità - Corpo Forestale dello Stato - ISERNIA Regione Molise Università degli Studi del Molise

 

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